L'originale iniziativa organizata da Galli, Braceschi e Zangrandi con il "musicalizador" Carlo

Lamis e Pereira, un duo caliente. I tangheri argentini hanno guidato la coinvolgente festa danzante

Libertà Mercoledì 12 Novembre 2008PIACENZA - Accade tutto in una serata particolare, dove la nebbia ancora tentenna ad avvolgere il centro cittadino e si ritrova una volta colorata di morbido rosso, che illumina la scena in attesa di essere descritta. Succede tutto nella galleria del Palazzo della Borsa, in quasi tre ore. I testimoni dell'incontro tra l'anima del migrante e la melanconia melodica, caratteri che contraddistinguono il tango, attendono silenti, che il profilo dei ballerini inizi a delinearsi. Impronte di tango, così è stata chiamata l'iniziativa organizzata da Erika Braceschi, Elisa Galli e Giorgia Zangrandi, ballerine e cultrici dell'atmosfera tanghera. Un evento unico a Piacenza, realizzato per «mostrare e far vivere a chiunque l'intensità di questo ballo», chiarisce Elisa Galli. Lo spazio pubblico è tornato a rivivere per qualche istante, flashback di un passato nel quale il Palazzo della Borsa si vantava d'esser luogo d'incontro e di scoperta, in un'atmosfera volutamente vermiglia ed ovattata, si sono dischiuse avvolgenti note musicali, che hanno composto un percorso sonoro largo un secolo. Accanto ad un grammofono in ottone Carlo, il musicalizador, ha sfidato esperti ballerini cambiando ritmi e toni melodici, ed infine ha accompagnato i numerosi intrepidi curiosi che si sono cimentati nel primo approccio col tango, raccogliendo applausi e consensi. Vanesa Lamis e Alejandro Pereira, due ospiti argentini della festa, hanno aperto le danze. Una sinergia, una furente capacità interpretativa, ed un dialogo espressivo accattivante e contagioso, hanno pervaso la nuda pietra divenuta milonga, ed il nutrito pubblico accalcatosi ai lati della scena improvvisata, quasi a divenirne un elemento di contorno estasiato e plaudente. I due ballerini stretti in una sincopata vicinanza, ritmata da separazioni, momenti in cui i corpi si fermano per poi riprendere il dialogo, hanno mostrato in un fervore interpretativo, la dolente leggerezza del tango, un arte figurativa in movimento nella quale i due generi si incontrano, si sfiorano, lottano sulla vicinanza dei piedi e sulla stretta che li alvvinghia. Ai due tangheri argentini è seguita un'altra dimostrazione, inscenata da Elisa Galli e Gabriele Caprioli. Le tinte scure dei vestiti, hanno profilato movimenti compenetranti, alla ricerca dell'essenza del tango che trova nell'interpretazione della musica, l'incipit dell'improvvisazione. I presenti, percependo l'emozione di passionalità, si sono lasciati conquistare dall'anima tanghera, occupando così la milonga. Una serata che ha aperto ai passanti ed agli appassionati, l'immagine che da sempre accompagna il tango, una presa di possesso vivificante di un luogo pubblico, interrotta a mezzanotte ma pronta a riproporsi quanto prima.

Chiara Cecutta

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